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La storia della Pirelli sul web

150 anni di storia in 5 episodi visibili sul web per raccontare la storia della Pirelli, una delle aziende italiane icona. La graphic novel “Pirelli, un’italiana nel mondo”, attingendo a materiali d’archivio, grafica e animazione, ripercorre le tappe più importanti dell’impresa fondata nel 1872 in provincia di Milano dal giovane Giovan Battista Pirelli, deciso a sfruttare le potenzialità del caucciù nella nascente industria dell’Italia post-risorgimentale, e diventata oggi una società globale con sedi in 160 paesi.
“Volevamo raccontare il patrimonio storico del marchio, la grande sfida della tecnologia e l’internazionalità – ha spiegato al Corriere Della Sera Maurizio Abet, senior vice president Communication Pirelli Corporate – In un’epoca in cui il digitale ha assunto grande rilevanza, ci sembrava interessante farlo con una serie web che si può guardare anche sullo smartphone, nello spirito pionieristico che ci caratterizza anche nella comunicazione.”
La graphic novel, ideata e prodotta da Cast4 in collaborazione con Fondazione Pirelli, si basa per la ricostruzione storica sul libro di Carlo Bellavite Pellegrini “Pirelli. Innovazione e passione”, pubblicato nel 2018 da Il Mulino. La direzione creativa è di Andrea Gnesutta, le illustrazioni di Andrea Pucci e Lucia Resta, regia di Giacomo Zito.

 

 

 

 

 

Ricardo Bofill, mezzo secolo di architettura fuori dagli schemi

«L’architettura deve essere specifica per ogni luogo. Quindi quello che cerco di fare è reinventarmi di continuo». A Ricardo Bofill non piace chi perpetua lo stesso progetto, chi sviluppa lo stile, aborre l’evoluzione e giura fedeltà a un’idea. Per il celebre architetto e urbanista nato a Barcelona nel 1939 l’architettura è una narrazione visionaria e surreale, ma saldamente ancorata al luogo in cui si insedia. Lo racconta la monografia Visions of architecture, recentemente pubblicata da Gestalten, che attraversa mezzo secolo di progetti e di vita fuori dagli schemi dell’audace progettista catalano. Dal complesso residenziale Xanadù (La Manzanera 1971) a quello de La Muralla Roja (Costa Blanca 1973), al monumentale progetto di abitazioni Les Espaces d’Abraxas (Parigi 1978-1983), il volume ripropone, con bellissime immagini, le opere più significative di Bofill sottolineandone l’approccio radicale e insofferente agli stereotipi.  fattidistorie_architettura_icardo-bofillfattidistorie_architettura_Xanadu_Ricardo_Bofillfattidistorie_architettura_Muralla_Roja_Ricardo_Bofillfatti di storie_architettura_Les espaces d'Abraxas_Bofillfatti di storie_architettura_la Muralla Roja_Bofill

 

 

 

 

Una storia tutta da gustare: quella del ristorante San Domenico di Imola

Fondato da Gianluigi Morini nel 1970 a Imola, il ristorante San Domenico è uno dei luoghi simbolo della cucina emiliana e italiana. Un libro adesso ne racconta la storia e le ricette celebri: Il San Domenico di Imola, piatti e sogni di un cuoco tra le stelle, edito da Minerva Edizioni, ripercorre attraverso la visione dello chef Massimiliano Mascia le tappe di un successo che ha visto il locale conquistare la prima stella Michelin nel 1975 e la seconda, da allora sempre mantenuta, due anni dopo. Alla sua guida si sono avvicendati nel tempo gli chef, zio e nipote, Valentino Marcattilii e Massimiliano Mascia. Entrambi con background di prestigio: il primo nella Francia della nouvelle cuisine. Il secondo, classe 1983 e da dieci anni chef del San Domenico, da Vissani a Baschi in Umbria, all’Osteria Fiamma di New York e al Plaza Athénée di Parigi. Con la prefazione del bistellato Giancarlo Perbellini (che ha fatto parte della brigata della cucina negli anni ’80), il volume ripropone anche cinquanta ricette esclusive del ristorante come il risotto con rombo al profumo di agrumi, l’uovo in raviolo, la pesca con verbena e babà al rum.

 

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Tessitura Luigi Bevilacqua a Venezia, raccontare il velluto

“La tessitura Luigi Bevilacqua, guidata dall’omonima famiglia, porta avanti una delle tradizioni più antiche di Venezia. Produce tessuti pregiati per l’arredamento e l’alta moda: velluti, damaschi, lampassi, broccati e il prezioso velluto soprarizzo, realizzato ancora oggi a mano, e lo fa con telai originali del ‘700 ai quali ha affiancato la produzione meccanica.”

Il sito www.luigi-bevilacqua.com dischiude ai frequentatori della rete un mondo affascinante, antico ma proiettato nel futuro e molto ben descritto utilizzando la formula classica del sito internet. Un’impaginazione elegante, testi che ripercorrono la storia della manifattura dei velluti con profonda levità, informazioni mai scontate e ridondanti, foto molto curate ma “vere”. Grazie a Cicci Legrenzi per il post che ci ha fatto scoprire questa realtà imprenditoriale e la sua inclinazione a raccontarsi in un modo coinvolgente.

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Un giorno al museo di impresa

fattidistorie_mumec Si parla tanto di made in Italy, ma quanti di noi conoscono da vicino la storia dei prodotti simbolo della produzione italiana? La visita a un museo di impresa aperto al pubblico può essere l’occasione di piacevoli scoperte. Una lista completa si trova su Museimpresa, l’associazione promossa da Assolombarda e Confindustria. Ce ne sono sparsi lungo tutta la penisola, ecco qualche suggerimento.

Il bosco in casa. Storia controcorrente di un’impresa biocompatibile

2_fattidistorie-IlBoscoInCasa-fiemme300011In un libro la storia di Fiemme3000, azienda trentina nata 25 anni fa e chiamata così perché la Val di Fiemme è sempre stata conosciuta come quella dei 3.000 alberi pro-capite, proprio la zona colpita dall’ondata di maltempo che nell’autunno 2018 ha abbattuto oltre 1 milione di alberi in Val di Fiemme e quasi 14 milioni nei boschi di Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Fiemme3000, specializzata in pavimenti e arredamento in legno, ha da subito fatto della biocompatibilità applicata al mondo dell’abitare il fulcro della sua produzione.

Il museo di Villa Bernasconi, storytelling tra Liberty e nuove tecnologie

A dicembre 2018 ha riaperto il Museo di Villa Bernasconi, nella stupenda villa Liberty a Cernobbio, sul Lago di Como. Non è un museo tradizionale, ma un percorso interattivo e multisensoriale tra contenuti multimediali, oggetti e documenti storici in prestito da collezioni museali e private. La “Casa che parla” – come è definito il Museo poiché è la villa a raccontarsi e a condurre i visitatori lungo un itinerario alla scoperta della sua storia e delle persone che vi hanno abitato dal 1906 in poi – si ripresenta al pubblico multiesperienziale e interattiva, con installazioni che uniscono tecnologia e storytelling. Nella “Bacheca degli oggetti parlanti”, per esempio,  gli strumenti di lavoro recuperati tra gli ex dipendenti delle Tessiture Seriche Bernasconi e le ditte che ne hanno raccolto l’eredità, fanno ascoltare la loro voce grazie a sensori che si attivano con il contatto. Al piano superiore è raccontata la storia dell’imprenditore Davide Bernasconi, il primo proprietario della Villa, quella della sua famiglia e soprattutto dell’azienda da lui fondata, le Tessiture Bernasconi, con un focus sul ruolo innovativo e sulla ricaduta che la sua attività imprenditoriale ha avuto per tutto il distretto serico e per il territorio.

Como

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Cernobbio allestimento museo Villa Bernasconi

Fiera di Milano. Un archivio del futuro

La mostra “Prospettiva. Viaggio negli archivi di Fondazione Fiera Milano” alla Triennale di Milano (23 novembre-20 gennaio 2019)permette di sfogliare cataloghi, rigirarsi tra le mani (con candidi guanti di cotone) foto originali e materiali di un archivio oggetto dal 2011 di una grande opera di catalogazione. E dal recente passato emergono le immagini quasi commoventi delle Fiere Campionarie degli anni ’50, del pubblico stupefatto di fronte all’innovazione dell’industria manifatturiera, dei padiglioni espositivi nel cuore della città.

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L’Europa finanzia un progetto di Fattidistorie

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L’essere cittadini europei comporta vantaggi e criticità sui quali si può anche discutere. Ma tra gli aspetti positivi c’è senz’altro la possibilità di accedere a sostegni economici di alto livello. Con il progetto “Storylines. Storytelling for competitiveness in European enterprises”, realizzato in collaborazione con la startup i-strategies, Fattidistorie è risultata vincitrice di un bando europeo per il quale otterrà, insieme agli altri partner internazionali, un finanziamento di 220mila euro.