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Un memoir racconta la dinastia dell’olio Sasso

Guido Novaro è l’autore del libro “Liscio come l’olio”, edito da 1001Notte nella collana Nuvole, presentato al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo qualche giorno fa. Oltre all’autore, protagonisti dell’incontro sono stati lo scrittore Marino Magliani, l’editore Roberto Casalini e Maria Novaro, presidente della Fondazione Mario Novaro. Guido Novaro è il figlio di Cellino, ultimo discendente in linea diretta di Agostino Novaro che nella seconda metà dell’Ottocento creòla Sasso, una delle più note aziende olearie italiane. “Liscio come l’olio” è anche un modo di dire ma leggendo questo memoir dedicato al racconto di una vita e di una dinastia si capisce come le cose spesso siano andate in tutt’altro modo: antenati geniali, il poeta Angiolo Silvio e suo fratello Mario, che inventa la “pubblicità d’autore” facendo collaborare alla rivista della Sasso (“La Riviera Ligure”) nomi come Pascoli, Pirandello, Boine, Gozzano, la Deledda e Capuana. Poi i rapporti difficili con il padre, le nonne che salvavano gli ebrei dalle SS, i nonni collezionisti che mettono insieme un “piccolo Louvre”, l’università a Torino negli anni bui del terrorismo e la storia di un’eredità trafugata, con tutte le indagini (e i colpi di scena) per ritrovarla. Il libro ripercorre, attraverso le vicissitudini di una delle dinastie imprenditoriali più importanti d’Italia, la storia di un intero paese: una confessione a cuore aperto che potrebbe essere la traccia per la sceneggiatura di un film. Per ora, l’ulivo e i suoi frutti restano nel destino di Guido Novaro, che ha lanciato nel 2019 il progetto Guido1860: una gamma di oli d’oliva superiori tratti dalle migliori olive taggiasche e dalle più prestigiose cultivar del territorio italiano.

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