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Storytelling dal mondo del design (ma non solo)

Giulio Ceppi, photo Giovanni Gastel

Giulio Ceppi, photo Giovanni Gastel

In un’epoca in cui il desiderio di autonarrazione porta sulle pagine di libri cartacei e digitali le vite della common people erodendo il concetto secondo il quale sia necessario aver fatto qualcosa di memorabile per veder celebrata la propria biografia, un volumetto recentemente uscito per i tipi di List Lab rimette a posto, nel suo piccolo, le cose, puntando l’obiettivo su figure più che note e influenti nel mondo del design e del progetto. Ma, anche, ridimensionandone fama e notorietà grazie a un escamotage che, come la “livella” di decurtisiana memoria e senza timori reverenziali, concede a ciascuno un tempo di esposizione minimo, concentrato, mai banalmente elogiativo. Questo l’espediente narrativo: l’autore restituisce le vite dei personaggi tracciandone brevi, sapidi, non di rado ironici ritrattini rigorosamente basati sul fatto di averli incontrati fisicamente nel corso della propria vicenda umana e professionale. 99 Biogenie – People into design tales, il titolo del libro. Giulio Ceppi, architetto e designer di profilo internazionale con una marcata (lombarda) propensione alla concretezza e all’understatement, l’autore. Che non ha dedicato più di una paginetta a ogni nome, da Achille Castiglioni a Santiago Calatrava, da Bruno Munari a Fabio Novembre a Frank Gehry. Con qualche inattesa incursione – per allontanare il rischio di sindrome “da recinto” – in ambiti creativi eccentrici rispetto a quello della progettazione. Qualche esempio? Gli incontri con Elio e le Storie Tese, Oliviero Toscani, Gualtiero Marchesi. (L.P.)

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